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Pur essendo presentato anche su di un palco di teatro, il Maggio, nella sua vera essenza, deve essere rappresentato sul "Campo de Majo". Esso può essere una radura di un bosco o un prato, o, ancora, una piazza; l'importante è che sia all'aperto e che accolga in maniera "circolare" attorno a sè il pubblico. Questa circolarità è caratteristica di questo modo di presentarsi e l'interazione con il pubblico è forte e diretta (non di rado i Maggerini rispondono agli spettatori, quando si sentono al di fuori della scena). Questo modo di rappresentare i vari drammi e la circolarità stessa della scena sono, forse, una delle prove indirette della discendenza del Maggio dal teatro Greco, o, più semplicemente, una sorta di matrice a cui i primissimi Maggi del remoto passato si erano ispirati. Ne consegue comunque che il pubblico risulta parte integrante della rappresentazione. A differenza di quanto accade nel teatro, dove gli applausi sono relegati alla fine dello spettacolo (o degli atti), nel Maggio l'applauso è libero (e molto ben accetto dai Maggerini) e scaturisce in qualsiasi occasione gradita (un bel duello, un sonetto, un bel gesto), condito spesso da incitazioni verbali.

Il Campo de Majo è delimitato dalle sedie ove si sistemerà il pubblico, mentre alle estremità (di solito incrociati tra loro, vi sono i cosiddetti "capannotti". Si tratta di strutture coperte da un telo colorato e che possono accogliere un paio di Maggerini (seduti su semplici sedie). Di solito rappresentano immensi castelli e fortezze inespugnabili, i cui nomi sono impressi nei "cartelli" (semplici tavole o lastre di cartone appese con filo di ferro). L'interno del capannotto rappresenta il "dietro le quinte" del maggio e non è raro vedere maggerini che ripassano il copione, che fumano o che ridono (in quanto si sentono in territorio neutrale). il cambio di atteggiamento è visibile quando uno dei registi suggeritori richiama in scena il maggerino. Ecco allora che, a un passo al di fuori del capannotto egli ritorna un cavaliere dal fiero portamento, pronto alla battaglia.

Ricavata all'interno di un castagneto, a ridosso dell'abitato, la "Carbonaia" di Costabona rappresenta, per così dire, la "Scala" del Maggio cantato. Come suggerisce il nome stesso, venne sfruttata per l'occasione una radura del bosco, utilizzata per la produzione del carbone. Su questo spiazzo erboso tutti i Maggerini di Costabona, sin dall'inizio del secolo, hanno calcato le scene ed ancora oggi risulta irrinunciabile per la nostra compagnia esibirsi, almeno una volta all'anno, nella nostra Carbonaia. La piccola piana è circondata da secolari castagni che rendono gradevole e ombroso l'ambiente. Lo spettatore, immerso nella natura, circonda le il campo "de Majo".

 

 

 Il pubblico è parte integrante dello spettacolo, specialmente in questo anfiteatro naturale, dove tutto è stato studiato per conciliare le esigenze sceniche con le tradizioni stesse del Maggio. Il nostro è uno spettacolo che perde il suo fascino quando viene ingabbiato in un teatro o sotto un tendone anonimo. Noi viviamo nel rispetto della natura e la natura stessa è la nostra unica e meravigliosa coreografia.

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