Il Maggio epico drammatico

Il Maggio ha origini lontanissime nel tempo: c'è chi lo vuol far risalire, addirittura, al teatro dell'antica Grecia, derivante dal "Canto del Capro" di soggetto tragico e dal "Canto del Villaggio" che aveva andamento di commedia. Altri lo allacciano alle sacre rappresentazioni medievali che certamente lo hanno influenzato. Non si può ignorare che in epoche più vicine, il "Bruscello", cantato nelle aie dei borghi rurali del monte Amiata si è propagato e con la lettura collettiva dei poemi cavallereschi ha lentamente ma radicalmente trasformato il suo contenuto satirico in quello epico - tragico dell'attuale Maggio.E' utile ricordare che il "Maggio epico", comunemente inteso, si distingue nettamente da quelli di processione: di "questua" e "lirico - serenata". Queste due ultime forme si svolgevano e si svolgono ancora in alcune località dell'Appennino (Riolunato, in provincia di Modena), nella notte tra il 30 Aprile e il primo maggio per raccogliere offerte in suffragio delle "anime purganti", la prima e la seconda per annunciare gioiosi motivi, cantati da un gruppo di giovani, accompagnati da mandolino, violino, fisarmonica e chitarra, la vittoria della primavera sull'inverno, del bene sul male e per trasmettere - su commissione - "ambasciate" dei giovani del paese alle ragazze di cui si pretende la mano. Molto diverso e molto più complicato, il "Maggio epico" che assume nei contenuti e nella forma, le caratteristiche di vero e proprio spettacolo.







La rappresentazione si svolge prevalentemente all'aperto, preferibilmente in una radura di un bosco o in un area attrezzata come la "Carbonaia" di Costabona, vero e proprio anfiteatro naturale. E' interamente cantato dai vatri personaggi, accompagnati da una "orchestrina" che in alcuni monenti interviene per suggerire il tono o comporre ballate per evidenziare i cambi di scena. Il Maggerino ( così si chiama l'attore del maggio emiliano, mentre l'attore del maggio toscano viene chiamato Maggiante) ha un costume proprio, a volte molto antico, che non dipende dalla storia narrata ed è sempre lo stesso in ogni rappresentazione. Il canto si divide tra quartine di ottonari ( otto sillabe) in rima, sonetti e ariette particolari che vengono aggiunte nei momenti di maggiore enfasi dagli autori. I testi scritti ( i copioni) si rifanno alle gesta dei Paladini e anche, in riferimento a  vari contesti storici ( Medioevo, antica Roma, Antico Egitto e antica Grecia) agli autori del passato ( Sofocle, Eschilo, Omero,Virgilio, Ariosto). Non mancano naturalmente componimenti di pura fantasia, anche se l'ambientazione è sempre di tipo medievale. Particolare importanza ricopre il Regista ( o campione) che, con gli altri "suggeritori", segue in campo la rappresentazione a supporto degli attori. Le scene si alternano tra fasi di dialogo e spettacolari combattimenti a scudo contro scudo, tipici del maggio costabonese. Altrettanto tipici e unici sono i cosiddetti "assassini", personaggi pittoreschi inseriti nel corpo della narrazione a guisa di intermezzi del racconto.