Il Maggerino è l'attore del Maggio. Questa semplice definizione racchiude in se un significato del tutto particolare. In tutta la nostra storia si sono avvicendati numerosi attori e semplici comparse, accomunati tra loro dalla grande passione per questo spettacolo. I vecchi dicevano che per fare un buon Maggerino occorrono vent'anni, tanti quanti ne occorrono per fare un uomo. Gli attori del Maggio, prima di essere cantanti devono saper vivere la scena e farla propria. Non importa se la qualità della voce non è eccelsa, ciò che conta è saper interpretare al meglio la quartina e trasferire emozioni al pubblico. Come in ogni spettacolo, anche il nostro è contraddistinto da "fuori classe" e da "soldati", con la differenza che senza i secondi, nemmeno i primi potrebbero portare avanti un Maggio. Tutti i soldati sognano, un giorno, di trovarsi protagonisti della scena, magari esordendo con un "sonetto" e la loro carriera dipende dalle loro qualità. Tutti, anche i protagonisti di oggi, sono passati dalla "gavetta" e, col passare degli anni, si sono messi in luce, facendosi apprezzare dal pubblico e dai compagni.

 

Il costume di scena di un Maggerino ha un significato del tutto particolare. Si tratta spesso di un abito molto antico, tramandato da parecchie generazioni. E' di velluto, generalmente di colore nero, e riporta ornamenti cavallereschi e disegni di stringhe dorate e perline (draghi alati, serpenti, spade, etc...). Il costume non dipende assolutamente dalla trama, in quanto non viene mai cambiato col cambiare delle varie storie, ma è personale e serve a rendere cavalleresco il personaggio. Questa è un'altra caratteristica dello spettacolo del Maggio; così come la scena è volutamente povera, i costumi, pur nella loro sfavillante bellezza, servono solamente a distinguere i vari attori e non hanno un preciso significato storico e ambientale (tanto che sia i guerrieri cristiani che quelli turchi hanno costumi simili). Accanto ai cavalieri veri e propri si muovono spesso anche altre figure, come frati, schiavi e principesse, i cui costumi variano a seconda del ruolo.
 

Altra fondamentale dotazione del Maggerino è il corredo di combattimento che non può mai mancare. L'elmo nero e ornato da un vistoso pennacchio simile a quello dei carabinieri o, a volte, formato da una serie di lunghe piume colorate. Lo scudo e di lamiera spessa e riporta simboli cavallereschi. La sciabola è assolutamente una vera arma, anche se accuratamente disaffilata e arrotondata nella punta. Il combattimento avviene seguendo alcune regole fisse:

a) fase di rincorsa uno di fronte all'altro, con scudo alto a protezione e sciabola verso il cielo.

b) salto e scontro degli scudi con sciabolata laterale.

c) ricaduta e proseguimento fino alla girata di fondo

Questo duello, per la sua natura, ricorda vagamente gli scontri dei cavalieri medievali durante le giostre antiche e risulta spesso il momento più spettacolare di tutto il Maggio. Molti dei giovani della nostra compagnia si sono dovuti sorbire ore e ore di lezioni di combattimento dai nostri maestri d'armi, in quanto, il saper combattere, oltre ad essere un fondamentale di ogni Maggerino, porta in sicurezza tutta la squadra.

 

Tipici e unici nel loro genere, gli Assassini sono Maggerini molto particolari. Entrano in scena verso la metà dello spettacolo e, pur essendo inseriti nel contesto stesso della storia, rappresentano una sorta di allegro intermezzo. Devono possedere le caratteristiche esattamente opposte ai Maggerini comuni; devono avere una voce sgraziata, portamenti goffi ed impacciati e (possibilmente) devono essere bruttini. Portano i vessilli dei pirati e strane parrucche ed immancabilmente combinano guai, provocando l'ilarità del pubblico. Il loro successo è garantito in ogni spettacolo e sono una caratteristica peculiare del Maggio costabonese.

 

 

   

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