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Il maestro Romolo Fioroni |
Il Maggio - secondo quanto scriveva Giannino Degani - può anche essere considerato come rielaborazione in forma dialogica e drammatica dei racconti e delle leggende del ciclo carolingio, portate tra il popolo dai cantimpanca e nelle corti dai giullari. I poeti di corte, maggiore fra tutti l'Ariosto, raggiunsero la poesia attraverso l'ironizzazione di una materia che era il riflesso di un'altra civiltà e che non aveva radice nel terreno storico sul quale essi vivevano ... (G.Degani,"Emilia", n.1,12 aprile 1952). Lo spettacolo del Maggio epico-drammatico come viene ancora cantato in alcuni paesi dell'alto Appennino modenese e reggiano, proviene sicuramente dalla Toscana. Anche altre forme di "Maggio sacro" e "lirico serenata" di Riolunato nel modenese e il "Cantamaggio", ancora in uso nell' Appennino parmense devono aver percorso le medesime strade per raggiungere la montagna emiliana, che sono certamente quelle che servivano per incontrarsi nelle importanti fiere dei due versanti, ove si compravano e vendevano animali e merce varia. Basti citare, fra le tante, la strada "Vandelli" tra Modena e Lucca e, più a Nord, la "Luni - Reggio". |
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L'emigrazione dall'Emilia alla Toscana, per lavori stagionali e,
soprattutto la transumanza, rivestono enorme importanza per
l'importazione di queste forme di spettacolo della tradizione popolare.
Che vi fossero questi scambi non vi sono dubbi. Recentemente, in
occasione della consultazione dei registri della parrocchia di Pantano,
in comune di Carpineti, ho trovato un documento del Comune di
Giuncugnano, dell'alta Garfagnana in data 13.01.1817. Certifica la
composizione della famiglia di un tale Rossi Marco ( moglie Lucia e la
figlia Elisabetta, fanciulla) e afferma che "meritano caritatevole
sussidio per recarsi a Modena all'oggetto di godere della Sovrana
Beneficenza, ed indi procurarsi il vitto col lavoro delle loro braccia".
Il 03.06.1817, l'atto di morte e sepoltura di Rossi Marco di 50 anni di
Giuncugnano. Evidentemente il sig. Rossi si era sistemato a Pantano,
dove lo colse la morte pochi mesi dopo l'arrivo nella frazione
carpinetana. In altre sedi e occasioni ho più volte affermato e desidero
confermarlo oggi, che il Maggio è penetrato nelle valli emiliane con gli
emigranti: i motivi musicali, ascoltati e riascoltati, nel cuore e i
primi componimenti nelle bisacce. Risalendo dai contadini di Volterra,
di Pisa, di Lucca e Pistoia verso i valichi dell'Appennino toscano (Garfagnana
e Lunigiana in particolare) ha anche subito non trascurabili
modificazioni per quanto riguarda i motivi musicali, la gestualità, il
contenuto in testi, i costumi, l'interpretazione: modifiche che si sono
accentuate e sono diventate più vistose anche per quanto riguarda i
testi, quando il Maggio è approdato in terra emiliana. |
"Brunetto e Amatore" - Costabona 1964 - La corte di Tartaria |
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