La terra del Maggio e delle tradizioni popolari contadine

La compagnia

La Società del Maggio Costabonese (S.M.C.) si costituisce ufficialmente, con l'approvazione dello statuto che la regola, nella primavera (il Lunedì di Pasqua) del 1962, anche se la storia del complesso risale alla metà del diciannovesimo secolo. Dal 1960 sono quasi 300 le rappresentazioni effettuate alla "Carbonaia" di Costabona ed in diversi centri della penisola, utilizzando oltre 20 componimenti di 10 autori diversi. Dal medesimo anno il complesso ha partecipato a 34 manifestazioni nazionali ed ha realizzato 8 servizi televisivi e cinematografici. Uno di questi fu diretto dal regista Francesco Maselli, su incarico di Cesare Zavattini che a Cervarezza, il 30/08/1953 fu attento spettatore del maggio "Brunetto e Amatore" di Stefano Fioroni e ne parlò subito dopo nella sua rubrica "Diario" nella rivista "Cinema Nuovo" del 01/09/1953. Ultimi, in ordine temporale, i documentari prodotti per il circuito Rai International dal regista Paolo Brunatto, con l'appoggio del regista Gianni Martinelli (Machbet di Romolo Fioroni) e quello prodotto dalla professoressa Jo Ann Cavallo per la Columbia University di New York (Roncisvalle di Romolo Fioroni). L'associazione non si è limitata a divulgare il "fenomeno" maggio unicamente con le rappresentazioni. In collaborazione con la rivista "Il Cantastorie" , L'Amministrazione comunale di Villa Minozzo, le Amministrazioni provinciali di Lucca e Reggio Emilia e direttamente in proprio ha pubblicato 24 componimenti.

Benvenuti al Maggio


Nel cuore del nostro Appennino, nelle valli solcate dai torrenti Dolo e Secchiello, sopravvive ancora e viene praticata una delle più genuine ed autentiche forme di spettacolo popolare: Il Maggio epico ( o drammatico). Un tempo diffusissimo su tutto l'Appennino emiliano (sono documentate le rappresentazioni che si tennero, fino all'inizio di questo secolo nelle province di Bologna e Piacenza), è oggi relegato in una ristrettissima zona geografica di quello reggiano - modenese. A Costabona, grazie al lavoro paziente di alcuni appassionati esperti (tra i quali ricordiamo il maestro Romolo Fioroni ed il regista Gianni Bonicelli) nel lontano 1962 rinasceva la compagnia del maggio costabonese, prima, in area emiliana, a riprendere regolarmente le rappresentazioni dopo la fine della seconda guerra mondiale (l'origine della compagnia di Costabona è datata alla prima metà del 1800). Il maggio vive dell'impegno dei volontari e, seppur escluso completamente dal mondo dello spettacolo "che conta" ( e dai relativi contributi ed aiuti economici) riesce tuttavia a raccogliere, ancora oggi, centinaia di spettatori ad ogni evento. Autentico volano culturale della nostra montagna (sia sul versante emiliano che su quello toscano), rappresenta il legame che cementa ancora le genti della nostra terra, immerse nella globalizzazione e nel progresso tecnologico, con le più belle tradizioni che i nostri "vecchi" ci hanno tramandato. Proprio per questo noi, gente di montagna che naviga in internet, abbiamo pensato di produrre questo sito Web, nel tentativo di spiegare in maniera sufficiente ed esaustiva cos'è il maggio, da dove viene e quale potrà essere il futuro che attende questo genuino ed autentica tradizione popolare contadina.



Il paese di Costabona

Il borgo di Costabona sorge sulle pendici del Monte Surano, nel comune di Villa Minozzo (RE). Immerso nei castagneti secolari che lo circondano, si adagia sul fianco del versante che guarda alla valle del Secchiello e volta le spalle alle foreste di Cerro che, dalla Val d'Asta, degradano dolcemente verso le pendici della catena appenninica. Si trova a circa 800 metri sul livello del mare e dista circa 5 Km sia da Toano che da Villa Minozzo. Le attività produttive principali del paese rimangono legate all'agricoltura, anche se, in questi ultimi decenni, si è assistito all'abbandono progressivo delle campagne da parte dei più giovani. I residenti stabili sono una cinquantina e la maggior parte dei costabonesi vive nelle città di pianura, da dove, regolarmente, rientra in paese per il fine settimana. Attorno al borgo esistono alcune frazioni, la più importante delle quali è il Monte di Costabona, che sorge al di sopra del paese, su di una piana attorniata da boschi di castagno e da cui si gode una meravigliosa vista sulle valli circostanti e sulla famosa Pietra di Bismantova. Alri piccoli agglomerati urbani sono: Montecchio, Le Frante e Romitatico, quest'ultimo sulla strada che porta a Secchio. La posizione strategica del paese di Costabona ne ha fatto nella seconda guerra mondiale avamposto e comando sia delle forze alleate che dei tedeschi, in epoche diverse e, fino a qualche anno fa, non era raro imbattersi in covi di armi e materiale bellico in genere, sparsi un poco ovunque, nei boschi o addirittura nelle soffitte delle vecchie stalle. Il clima tipico dell'Appennino ha subito, in questi ultimi anni, notevoli cambiamenti e gli inverni carichi di neve e relativamente miti, hanno lasciato il posto a periodi secchi e molto freddi, con poche precipitazioni. Anche se il paese detiene il primato per le fontane di acqua potabile e fino ad oggi il monte Surano non è stato avaro in questo senso, la preoccupazione di molti è quella di vedere inaridire le riserve idriche durante le estati che si fanno sempre più torride. Pur con alcune eccezioni, i costabonesi sono molto legati alle loro vecchie tradizioni e, pur avendo studiato e lavorando in città, tornando al paese, non disdegnano mai la buona partita a carte nel bar del paese o una chiassosa "Morra" con gli amici, anche se quest'ultima rientra nella tabella dei giochi proibiti.